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RECUPERO CREDITI ESTERI e CESSIONE DEL CREDITO

 
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  Esecuzione estero di sentenze

 Certificato di titolo esecutivo europeo

In tutti i casi in cui un creditore abbia ottenuto una decisione di condanna contro il proprio debitore estero , il quale ultimo non ha mai contestato il credito azionato oppure , pur avendolo contestato genericamente all'inizio del procedimento, abbia tenuto un comportamento che equivalga ad una ammissione del credito o dei fatti costitutivi di esso secondo la legge del Giudice che ha emmesso la decisione , oppure il debitore abbia espressamente riconosciuto il credito ( anche in un atto pubblico ) o il credito sia stato riconosciuto in una transazione giudiziale , allora vi sono gli estremi perché la decisione giudiziaria , la transazione giudiziaria o l'atto pubblico che contiene l'espresso riconoscimento del credito possano assumere la qualifica di Titolo Esecutivo Europeo .

Il credito viene considerato , in questi casi , come “ non contestato “ e , per il caso piu' frequente che si tratti decisione giudiziaria munita di efficacia esecutiva , emessa nel rispetto delle competenze giurisdizionali speciali , compresa quella del domicilio del consumatore , previste dagli artt. da 8 a 14 e 22 e 59 del Regolamento (CE) n° 44/2001 , allora la decisione possiederà i requisiti per essere certificata come Titolo Esecutivo Europeo dopo che il Giudice avrà controllato che siano state osservate le norme minime di garanzia a salvaguardia del diritto di difesa del debitore , relativamente al contenuto e alla notificazione della domanda giudiziale o dell'atto equivalente ( es : decreto ingiuntivo ) contemplate dagli artt. da 13 a 17 ; in caso di incertezza il Giudice applicherà l'art. 18 considerando sanata ogni inosservanza di forme procedurali qualora“” ... il comportamento del debitore nel corso del procedimento giudiziario dimostra che questi ha ricevuto il documento da notificare personalmente ed in tempo utile per potersi difendere “” .

                                                Il certificato è un atto del Giudice che ha emesso la decisione , il quale dietro richiesta della parte che ha interesse , ne accerta il possesso dei requisiti di titolo esecutivo europeo , che ha effetti nei limiti della esecutività della decisione giudiziaria , che viene compilato nella propria lingua e non è impugnabile , sebbene possa essere revocato perché concesso per errore o suscettibile di rettifica per errore materiale

Il certificato di titolo esecutivo europeo , rilasciato sulla base del Regolamento CE 805/2004 , art. 9 , deve essere compilato in conformità allo schema dell'Allegato I del medesimo Regolamento ; l'Allegato richiamato ( come tutti gli altri allegati , del resto ) è stato sostituito dal successivo Regolamento CE n° 1869 / 2005 della Commissione delle CCEE di data 16.11.2005 , in vigore dal 24.11.2005 :

    - il modello standard ( Allegato I ) al punto 11.1 , in verità , richiama solo gli artt. 13 e 14 del Regolamento CE 805/2004 , articoli che riguardano soltanto la notificazione della domanda giudiziale o atto equipollente ( art. 13 notifica a mani proprie del debitore anche se per posta ; art. 14 notifica a mani proprie a persona convivente o alle dipendenze del debitore , deposito documento nella cassetta delle lettere del debitore o deposito presso la posta o altra autorità pubblica competente e avviso scritto in cassetta delle lettere contenente gli estremi essenziali dell'atto ecc ) e che non riguardano assolutamente l'aspetto della traduzione dell'atto da notificare , aspetto che è disciplinato dal distinto Regolamento CE 1348/2000 , entrato in vigore il 31.05.2001 ;

    - sebbene è esplicitamente previsto ( art. 28 ) che il Regolamento CE 805/2004 non pregiudica l'applicazione del Regolamento CE 1348/2000 , relativo alla notifica e comunicazione negli Stati Membri degli atti giudiziari ed extragiudiziari in materia civile e commerciale , tuttavia l'Allegato I del primo Regolamento non richiama per nulla l'aspetto della traduzione dell'atto , per cui , se la parte ha interesse , chiederà che venga utilizzato il modello contenuto nell'Allegato I , facendo presente che non è richiesta , nell'Allegato I stesso, la menzione della traduzione della domanda giudiziale o dell'atto equipollente che hanno dato inizio al procedimento giudiziario conclusosi con la decisione da certificare come Titolo Esecutivo Europeo ;

    - inoltre , si potrà rilevare che , a sensi art. 18 , ogni requisito procedurale è sanato una volta che la decisione è stata notificata al debitore in mani proprie ( anche a mezzo posta ) del medesimo o di persone conviventi o da lui dipendenti , che il debitore è stato informato delle norme procedurali per fare opposizione compresa l'istituzione competente ( si veda la formula del DI italiano ex art. 641 , comma 1 del CPC , che prevede l'obbligatorio avvertimento della possibilità per il debitore di fare opposizione e del termine per eventualmente proporla e davanti a chi ) , e infine che il debitore non ha impugnato secondo le norme procedurali indicatigli nel decreto ingiuntivo.

    - qualora queste osservazioni non sortiscano effetto al fine di ottenere il Certificato , allora non resta che abbandonare il Regolamento CE 805 / 2004 e fare uso del precedente Regolamento CE 44 / 2001 del 22.12.2000 del Consiglio , in vigore dal 01.03.2002 , la cui applicazione viene comunque salvaguardata dal Regolamento finora richiamato , il quale ultimo con specifica norma all'art. 27 ( nel capo VII che riguarda i rapporti con altri atti comunitari ) fa salva la possibilità di chiedere riconoscimento ed esecuzione di una decisione giudiziaria

    “...conformemente al Regolamento CE n. 44/2001 ...””.

                                           Tale facoltà di scelta , del resto , viene richiamata anche nel paragrafo (20) del “ considerando “ , nelle premesse dell'articolato dello stesso Regolamento CE 805 / 2004 .

                                          La differenza di scelta dell'uno o dell'altro Regolamento stà in questo, che la decisione giudiziaria , che viene certificata come Titolo Esecutivo Europeo ( limitata solo , del resto , ai cd. “ crediti non contestati “ e non ad altre materie ! ) ha il vantaggio di non abbisognare di exequatur nello Stato in cui deve essere eseguita ( art. 5 ), essendo eseguita nelle stesse condizioni di una decisione giudiziaria pronunciata nello Stato membro dell'esecuzione, recandosi di conseguenza la parte interessata direttamente presso l'Organo della esecuzione ;  mentre la decisione giudiziaria non certificata come titolo esecutivo europeo , deve seguire la procedura di exequatur nello Stato in cui si vuole darne esecuzione , abbisognando soltanto ma necessariamente di procedimenti intermedi .

                                       In tale ultima ipotesi , applicandosi il Regolamento CE 44/2001 ( la cui applicazione riguarda , in via generale , ogni decisione giudiziaria  - e non solo decisioni e transazioni giudiziarie e atti pubblici relativi a crediti non contestati-  ( disciplinati dal Regolamento CE 805 / 2004 ) ,  salvo le materie espressamente escluse dal suo art. 1 , paragrafo 2 ) , va compilato l'Allegato V di tale Regolamento , che costituisce un attestato ( e non piu' un certificato ) rilasciato dal  “ giudice o autorità competente dello Stato membro nel quale è stata emessa la decisione ...” .  Questo attestato ha il vantaggio che non va tradotto ed infatti ogni giudice usa il modello dell'Allegato V nella propria lingua , mentre il modello corrispondente al certificato di Titolo Esecutivo Europeo ( T.E.E. ) va tradotto e asseverato da un traduttore oppure trascritto direttamente nella lingua ufficiale dello Stato membro ( o in altra lingua da esso Stato accettata ) in cui si vuole dare esecuzione  alla decisione certificata come T.E.E.

     

     

 

 
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